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Baudo: "Sanremo rivoluzionario, é l'anno delle etichette indipendenti"
Poche proposte da parte delle major e maggior spazio alle etichette indipendenti. Questi gli ingredienti che fanno di questa nuova edizione "un Sanremo rivoluzionario", come lo ha definito Pippo Baudo. Il direttore artistico e conduttore della kermesse italiana ha mostrato di apprezzare il lavoro della Commisione artistica in merito alle selezioni delle dodici Nuove Proposte (vedi News), e ha così commentato: «Questa scelta è un bell'esempio - dice - La commissione, per la prima volta, ha scelto piccole case discografiche, canzoni fuori dal grande giro delle major. Ci sono solo quattro o cinque cantanti che fanno capo a grandi case discografiche, per gli altri é un'occasione storica. Le major hanno fatto poche proposte, forse erano impegnate nella promozione di grandi dischi che stanno uscendo. Sanremo si apre alla base della musica - continua Baudo - al Paese che lavora nell'ombra e con piccoli mezzi». Positivo anche il commento per la scelta dei due figli d'arte presenti nell'elenco, Marco Morandi e Giacomo Celentano: «Il voto della giuria è stato unanime - spiega il presentatore - cinque su cinque. Proponevano entrambi due belle canzoni. Del resto non devono essere puniti né favoriti per il cognome che portano». Non manca infine una parola sul livello delle canzoni proposte: «Il livello medio delle canzoni é molto buono - conclude Baudo - sono rappresentati tutti i generi, sia quelli più commerciali che gli elitari».2 novembre 2001
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