Riky Anelli
Le radio stanno trasmettendo il tuo nuovo singolo, "Honesty". Un titolo non proprio nuovo, vuoi raccontarci come nasce?
A livello di nascita é abbastanza vecchiotto come pezzo, perché l'ho scritto circa tre anni e mezzo fa. Il titolo effettivamente é un simpatico accostamento, anche se al primo momento non voluto, a Billy Joel, che aveva appunto una fantastica canzone dal titolo "Honesty", e io ho involontariamente messo lo stesso titolo.
Vuoi dire che non te ne sei accorto subito?
Esattamente. Quando compongo, abbozzo prima un testo in un inglese finto, dicendo delle parole così a caso tanto per andare dietro la musica, poi quando la musica é fatta inserisco il testo in italiano. E cantando in inglese, il ritornello che veniva sempre fuori era Honesty, quando poi ho messo la stesura in italiano, ho trovato carino usare nel contesto del pezzo il ritornello honesty e poi anche il titolo. Quindi inizialmente era tutto un discorso metrico e melodico, poi ho deciso di lasciare honesty e proseguire il testo in italiano. Anche perché io ho sempre cantato in inglese e non mi é dispiaciuto fare un piccolo ritorno al passato, anche se solamente con un titolo. Così poi quando l'ho fatto, ho detto "cavoli però c'é anche una canzone di Billy Joel che si chiama Honesty", ma poi ho pensato che era un accostamento carino visto che comunque Billy Joel é uno dei miei cantanti preferiti.
Questa canzone parla di te? E' autobiografica?
Sì, é autobiografica anche se non eccessivamente. E' stata scritta da me in una situazione un po' dondolante, sotto il profilo più che altro spirituale, perché avevo sì una relazione, ma non c'entrava neanche per forza la ragazza con la quale al momento uscivo, c'entrava forse il momento più che altro mentale in cui mi trovavo. Ero un po' in una situazione di debolezza e mi servivano delle certezze, quindi rivolgendomi a questa lei, che era un po' il punto d'appoggio in quel momento, dicevo "quello che ti posso dare non é molto, é vero che non basta, però io ti sento giusta". Ho 20 anni e penso di vivere un amore che non é complicatissimo, però dice abbastanza, questo é il fondamentale contenuto di "Honesty".
In autunno uscirà il tuo album d'esordio, che conterrà anche "Ho vinto un viaggio" e "Honesty". Questo é però tutto quello che sappiamo dell'album, dicci tu qualcosa di più...
...e io vi dico tutto di più. L'album, che uscirà tra settembre e ottobre, conterrà undici brani tra i quali appunto la canzone di Sanremo, "Ho vinto un viaggio". Il titolo non lo abbiamo ancora deciso, si era pensato a una canzone contenuta nell'album, ma non é detto, dobbiamo rifletterci bene. Mi sarebbe piaciuto chiamarlo "Honesty", però é già uscito il singolo e posso trovare qualcos'altro; avevamo pensato anche a "Cielo, terra e mare" che é appunto una delle undici tracce. Però queste sono idee, abbozzi, poi vediamo, anche perché io vorrei che ci fosse un titolo molto semplice, immediato, non deve per forza essere una canzone contenuta nel disco.
I brani in tracklist sono tutti tuoi? E quali temi hai affrontato?
Li ho scritti a quattro mani con il mio produttore, che é Bruno Santori. Ho dedicato per esempio un pezzo a un mio amico che é scomparso purtroppo alcuni anni fa, ho parlato un po' delle stragi del sabato sera anche se in chiave non malinconica, ma abbastanza rock, perché le cose spiacevoli che mi sono successe non mi piace riviverle con tristezza, ma con positività, credo nel carpe diem, anche perché poi diventa veramente difficile accettare alcune situazioni. A questo mio amico che non c'é più, ho quindi voluto dedicare "Buona fortuna". Poi c'é un pezzo dedicato ai sogni finiti degli anni '60 e '70, quando la gente voleva sognare ed era libera di farlo, oggi un po' manca questa cosa. Vorrei tanto che la gente tornasse a rivivere quei sogni che mia madre stessa mi raccontava, però questo mi sa che é molto difficile. Questo pezzo si intitola "Il tempo dell'e-mail" e inconsapevolmente l'ho dedicato praticamente a mia madre, e chiedo a lei di riportarmi almeno con la mente a Woodstock. Non ho messo però il nome di mia madre, ma l'ho chiamata Anna pensando alla Anna di Lucio Battisti.
Come definisci la tua musica?
E' difficile rispondere a questa domanda. Io vorrei che la giudicasse chi mi ascolta, non riesco a dare un giudizio preciso sulla mia musica. Sicuramente so quello che voglio trasmettere, cioé molta stabilità mentale e anche molta positività, quindi forza e cose comunque belle. Se proprio devo definire la mia musica, potrei dire che é un pop rock che coinvolge gli aspetti e i suoni degli anni '70 presi in chiave moderna, che accomuna un po' il rock americano con il pop inglese e lo fa uscire in una chiave comunque italiana.
Quando canti a chi ti rivolgi?
Sicuramente a tutti. Ho diversa gente che mi segue, ho il fans club che conta diverse presenze e non sono tutte per forza ragazze o ragazzi della mia età, ma coinvolge un target abbastanza vario per quanto riguarda l'età e anche i gusti musicali. E' vero, a me piace quando trovo tante ragazze che mi seguono o che apprezzano la mia musica e magari anche il mio personaggio, questo mi riempie di gioia. Mi piace, però, anche quando un signore di 50 anni viene da me e mi dice che ha notato che ho usato un certo tipo di chitarra nel mio pezzo, perché quando dei buongustai musicali mi fanno i complimenti io divento matto.
Sei molto giovane, questo vuol dire che hai in programma di studiare ancora?
A livello universitario, per il momento penso di non fare niente, vorrei dedicarmi completamente alla musica. Ho studiato grafica pubblicitaria, mi sono diplomato e prendere il diploma é stata per me una grande soddisfazione, soprattutto perché anche mia madre me lo ha chiesto con tutto il cuore, mi ha detto: «Se riesci a finire la scuola io poi ti lascio fare il musicista», quindi c'era un po' questo tipo di vincolo. Capivo che era stupido lasciare la scuola che avevo cominciato, anche perché comunque ci sono stati dei sacrifici economici notevoli per comprare i libri e mantenermi agli studi. Mi piace il lavoro del grafico pubblicitario, anche se il mio primo lavoro ovviamente é il musicista, quindi non ho l'opportunità di fare il grafico, ma se non avessi fatto il musicista lo avrei fatto con molto piacere.
Anche la musica richiede però molto studio...
Sì, sì, infatti la musica é stata la principale materia della mia infanzia e della mia adolescenza e anche adesso é comunque la mia fondamentale materia di studio. A casa mi esercito tutti i giorni nel canto e nella chitarra, minimo due ore, e quando non sono a casa mia, perché sono nella sede del fans club o da qualche altra parte, se non posso dedicarmi alla chitarra, mi dedico comunque alla voce, perché é importante tenersi in allenamento ogni giorno. In passato ho comunque studiato quattro anni all'Accademia di musica di un paese vicino casa mia, poi ho studiato basso da autodidatta e la chitarra per dieci anni circa. Infine ho studiato canto per due anni, perché é per me un interesse recente, visto che prima facevo solo il chitarrista o il bassista.
A Sanremo ha colpito molto il tuo look. Quanto dedichi al tuo aspetto?
Sembrerà abbastanza strano, ma al mio look personale non dedico molto, non é una cosa vitale per me. Probabilmente ci si può rimane un po' male se si pensa al mio look di Sanremo, che ora comunque non ho più, ma é proprio così. Sono appassionato di shopping relativamente, mi piace comprare delle cose particolari, sono molto mutevole anche con il tempo, quindi non mi piace portare una certa tipologia di vestiti, un certo tipo di scarpe per molto tempo, amo cambiare. In passato ho fatto dei cambiamenti radicali, adesso non posso farli così radicali e quindi li faccio un po' alla volta. Rispetto a Sanremo adesso non ho più le punte, ma ho i capelli portati un po' in giù, all'inglese.
Per l'autunno hai progetti in dimensione live?
Ho cominciato a suonare dal vivo con il mio gruppo, che é costituito da molti miei amici carissimi, e questa estate abbiamo fatto delle cover e tre pezzi miei. A settembre, quando uscirà il mio album, credo che faremo il contrario, ossia tutti i pezzi miei e terremo tre o quattro cover. In autunno partirà, dunque, quest'altro tour, con il quale toccherò anche dei locali grandi, e spero anche di fare da spalla a qualche grande artista, ma il progetto principale resta la musica dal vivo per farsi conoscere live il più possibile.
Appuntamento dal vivo, dunque, per tutti gli amici di MusicaItaliana.com?
Certamente. Li aspetto anche on line sul mio sito, www.rikyanelli.it, curato da Micky Ferrandi, che é un mio carissimo amico. Dal sito c'é la possibilità di iscriversi gratuitamente al fans club, attraverso un modulo da compilare, e poi si viene informati sulle date e sulle varie situazioni carine.
Intervista di Paola De Simone
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