Pooh
A 38 anni di distanza dall’esordio, i Pooh pubblicano Ascolta. Un lavoro inedito definito dagli stessi musicisti "l’album di maggior spessore lirico e musicale della carriera dei Pooh". Dichiarazioni del genere non potevano certo lasciarci indifferenti. Abbiamo raggiunto i quattro musicisti nel loro quartier generale a Milano per capire meglio i contenuti del disco e provare a conoscere, una volta di più, una delle più importanti e longeve icone della musica italiana. Fatica sprecata? Assolutamente no: basta toccarli nei punti giusti!
Nel booklet del disco, tre imperativi per il pubblico: ascolta, guarda, leggi. Qual è il messaggio?
E pensare che la casa discografica voleva inserire anche "compra". Scherzi a parte, oltre al titolo dell’album, che è ascolta, abbiamo inserito "guarda" e "leggi", perché è stato realizzato un bel servizio fotografico e i testi presenti sono molto importanti. Almeno per noi. In ogni caso, Ascolta non è un imperativo, ma un consiglio sussurrato a coloro che, spesso, non fanno in tempo ad ascoltare se stessi e le persone più vicine. Il più delle volte pretendiamo di essere ascoltati. Dopo l’avvento di Sgarbi, siamo diventati tutti dei gran urlatori. Quante volte ci capita di dire "ti voglio bene" a chi ci è accanto...
Avete affermato che Ascolta è il disco più importante della vostra carriera. E vista la carriera, ci viene da "sgranare gli occhi"!
Crediamo che, soprattutto dal punto di vista lirico, sia il nostro album migliore. O semplicemente più maturo. Perché, in realtà, a certi concetti puoi arrivarci solo a una certa età. Quando ero giovane, mio nonno me lo ripeteva sempre, ma soltanto adesso capisco cosa voleva dirmi. La scintilla da cui è scaturita questa sorta di "maturità compositiva", probabilmente, è scoccata dal musical di Pinocchio. Si, perché, per la prima volta, ci trovavamo a scrivere cose che non sarebbero state cantate da noi. E’ come se ci fossimo sentiti più liberi di scrivere quello che sentivamo in quel preciso istante. In questo modo, credo, sia andata anche per Ascolta.
Anche la copertina è molto significativa...
Si, la ragazza poggia l’orecchio sull’acqua (Chiara, figlia di Red Canzian ndr). Perché in quel silenzio apparente sono custodite tante verità. Ci piace fare l’esempio del fiume: se lo guardi a Rovigo, sai di certo cos’è successo a Torino.
A proposito di Ascolta: prima di realizzare quest’album, cosa avete ascoltato?
In realtà, il risultato finale del disco è la risultante delle diverse esperienze individuali. E questo è stupefacente. Addirittura, durante la scrittura di alcuni brani non abbiamo comunicato tra di noi. Tuttavia, non è un prodotto "assemblato" da tante parentesi personali. Al contrario, ogni canzone, una volta "portata nel gruppo", è stata assorbita da tutti con grande partecipazione. Forse, perché abbiamo riconosciuto molte sensazioni racchiuse nelle parole di ogni canzone. A volte capita di voler descrivere delle emozioni vissute insieme, ma prima che potessi mettere i pensieri su un foglio di carta, vedi che un tuo compagno l’ha già fatto in una canzone. Ed è eccezionale!
Com’è nata l’esigenza di ritornare al "canto corale"?
Bella domanda. Però, bisogna fare qualche indietro. All’inizio, era solo Roby che scriveva le musiche delle canzoni. E, tutte le volte che si poteva, le cantavamo anche in coro. Poi, abbiamo cominciato a scrivere anche noi. Ognuno per conto proprio. E, inutile negarlo, ogni brano calzava a pennello solo a chi l’aveva scritto. Per cui, era impossibile coinvolgere anche gli altri. Ed ecco che ritorniamo a Pinocchio. Grazie a quel "nuovo" modo di scrivere, siamo riusciti a scrollarci di dosso ogni tipo di orpello. Infatti, tra tutte le canzoni che avevamo preparato per il nuovo album, abbiamo scelto quelle che meglio si prestavano al canto corale. Alla partecipazione di tutti noi. Erano anni che non sentivo Facchinetti dire: "Ehi, Dodi, Red, Stefano; venite qui che cantiamo queste strofe insieme."
Trovo veramente gustoso il testo di Dove sono gli altri tre…
Abbiamo riportato semplicemente quello che realmente accade quando la gente ci becca separatamente. Per assurdo, anche se t’incontrano ai bagni dell’Autogrill, ti chiedono: "Cosa ci fai qui? E gli altri tre, dove sono?"
Un’altra chicca dell’album è Scusami. Qual è il comportamento più giusto: quello dell’uomo di Tanta voglia di lei e di Scusami?
Bè, l’uomo di Tanta voglia di lei è un pochino più "furbacchione". Perché ritorna sui suoi passi, dicendo "mi dispiace devo andare / il mio posto è lì…"; intanto però, ha consumato! In Scusami, invece, l’interprete si trova di fronte a una donna che gli offre l’amore. Per lui, però, sarebbe solo sesso e nulla di più. E allora, con molta nobiltà, rifiuta l’invito. Diciamo che è un comportamento anche più consono alla nostra età (ridono tutti).
In ogni caso, voi siete la prova vivente che a parlar di donne, non si smette mai!
Ma scherzi! La donna è la massima espressione dell’amore. Un uomo riesce a raggiungere i suoi picchi massimi di creatività solo durante la fase d’innamoramento. Cosa c’è di più bello di un rapporto tra uomo e donna. A volte la televisione ci porta a credere che le "grandi cose" sono altre. Invece no. E’ la quotidianità che ci coinvolge veramente. Ancora di più se condivisa con un’altra persona.
Credete ancora nell’onestà della donna nel rapporto di coppia?
(Si apre un acceso dibattito. Queste, più o meno, le dichiarazioni salienti.) "Le donne non ci tradiscono subito, se il rapporto non le soddisfa più." – "E’ vero, ci tradiscono prima con il ricordo che hanno di noi, quando eravamo più affettuosi e attenti." – "Forse, ti riferisci al tipo di donna di una volta. Adesso, se la situazione non le va bene, non ci pensa due volte a cercarsi qualcun altro." – "No, la donna aspetta sempre un po’ di più dell’uomo. Ma quando decide di porre fine a un rapporto, non torna più indietro." – "Dobbiamo essere franchi: l’uomo e la donna sono attratti dal sesso nella stessa misura."
Confesso: ho sempre sognato di parlar di donne insieme ai Pooh!
Intervista di Ivano Zeno (Dirondero)
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