Negrita
Un tour estivo colmo di date per i Negrita. Soddisfatti?
Direi di sì, quando entrano date tutti giorni e il calendario si allunga, vuol dire chiaramente che il tour sta andando bene, così complessivamente abbiamo messo su una settantina di date. Siamo molto contenti e, non so perché, dopo tutti questi anni ci divertiamo sempre di più, forse perché siamo più tranquilli, meno tesi, il palco ci impressiona sempre di meno. Il bilancio, quindi, è più che positivo.
Siete sempre molto attenti ai particolari nella realizzazione di un album, nel mettere su un tour avete le stesse accortezze o vi lasciate andare all'improvvisazione?
Il tour è completamente diverso dalla composizione e realizzazione di un album, perché comunque ogni disco è diverso dall'altro, ogni volta vuoi fermare cose completamente diverse rispetto al lavoro precedente. Il live, invece, è una traccia che è iniziata quando abbiamo cominciato a suonare e sta continuando ancora oggi. E' anche un modo di interpretare la vita, perché comunque per un musicista essere sempre in giro è magico, è bellissimo. Partire per andare in tournée è una cosa che non vedi l'ora di fare. Mentre credo che per una persona che fa un lavoro normale, sia impensabile, penso a mio padre a volte e credo che lui non ce la farebbe mai a fare la mia vita, anche se in realtà facendo un lavoro diverso dal mio si è fatto molto più culo di me. Per fare un live, però, devi avere un'attitudine. Nel nostro caso c'è effettivamente dello studio, ma ogni concerto viene fuori con più naturalezza rispetto a un album.
Avete preparato nuove versioni dei vecchi brani per questo viaggio estivo?
No, ci sono solo piccoli riarrangiamenti non colossali, perché quest'anno abbiamo optato per una scelta dei brani molto fedele agli originali. Paradossalmente, invece, abbiamo riarrangiato un brano di "Radio Zombie", visto che avevamo fatto anche un remix di "Vertigine" abbiamo scelto di suonare questa versione invece di quella dell'album.
Nella scorsa intervista abbiamo parlato del rock italiano e non eravate molto entusiasti, vuol dire che non avete dei riferimenti musicali nel rock nostrano?
Nella nostra carriera abbiamo avuto diversi riferimenti italiani, ma non necessariamente rock, siamo cresciuti con artisti e musicisti che provenivano anche da altri ambienti. Il rock è affiorato in Italia solo nell'ultimo decennio, prima era una musica che si rifaceva a canoni esteri, quindi era molto più di maniera. Nell'ultimo decennio, invece, sono venute fuori proposte interessanti e anche nuovi spunti per noi.
Una proposta tra tutte?
I Litfiba degli anni d'oro, metà anni '80, per me (Pau, ndr) sono stati un modello, un faro, sia Piero come entità che tutta la band. Per me quella è stata la prima vera rockband italiana e ne sono rimasto scioccato. A diciassette anni, quando vedi una cosa del genere, dici: "Allora è veramente possibile fare rock in Italia!!!". Questo mi ha dato molta forza. E' ovvio che ci sono altri esempi, questo però è quello che mi ha dato la forza di dire: "Ok, vengo dalla provincia, da una città di merda, posso uscirne facendo musica, perché forse è possibile".
Qual è l'ultimo concerto al quale siete andati?
Non me lo ricordo (ci pensa, ndr). Ho visto Lorenzo (Jovanotti, ndr), perché siamo quasi vicini di casa. Poi basta, sì, poca roba.
L'estate terminerà senza una vacanza per i Negrita?
Se per vacanza intendi tre giorni no, se parli di una vacanza seria purtroppo sì. Andremo avanti con la tournée fino a metà settembre, poi abbiamo un paio di progetti tra settembre e i primi di ottobre e a ottobre andremo all'estero. Quindi per una vacanza seria se ne parlerà in autunno, se ce la faremo.
Tra un concerto e un altro so che trovate anche il tempo per scappare in studio. Avete già ripreso a comporre?
Sì, è vero. In tutti gli off ci catapultiamo negli studi, perché stiamo preparando i pezzi nuovi. Siamo abbastanza invasati, quindi cerchiamo di sfruttare i giorni di off per comporre, invece che per dormire. Guarda che occhiaie! (ride, ndr)
Allora possiamo aspettarci presto un nuovo album?
Non lo so, il prossimo anno spero. Ma l'ho detto anche tre anni fa.
Intervista di Paola De Simone
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