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Carmen Consoli
Carmen Consoli

Il tour è iniziato, che tipo di concerto stai proponendo?
Il concerto ha un'impostazione rock. Apre con il brano "Per niente stanca", che è lo stesso con cui ho iniziato il live acustico di Taormina, però è riarrangiato ed è assolutamente l'opposto del bolero fatto in teatro. Questo sta a indicare che ogni canzone ha molte anime e ora sto portando in tour quella più agitata, bizzarra, ricca di dissonanze. Abbiamo riarrangiato tutto per quintetto elettrico, quindi il concerto è essenzialmente rock e anche gli episodi più lenti sono stati rivisitati in questa chiave.

Perché hai scelto di fare quattro date per ogni concerto?
Per sperimentare quattro scalette e quattro arrangiamenti diversi, per non essere incastrati necessariamente in uno spettacolo che diventa anche alienante. Questo mi è capitato e ho sentito subito la necessità di cambiare spettacolo in quindici giorni. Per questo ho scelto i Club, perché lì ci si può permettere di fare tutto.

Come le tue canzoni, anche tu hai due anime, visto che ti senti a tuo agio sia in un calmo teatro che in uno sfrenato club?
Esatto, anch'io credo di avere due anime dentro di me, mi piace la chitarra acustica, mi piace l'anfiteatro, il teatro greco e quindi sessanta elementi di orchestra e mi piacciono le chitarre elettriche.

A proposito di chitarre, ci parli del tuo ultimo acquisto?
E' una chitarra rosa, che desideravo da un po'. Io ho iniziato prima con una chitarrina, poi, poco a poco, ho deciso di sporgermi di più. Volevo una chitarra con tutte le caratteristiche di una Fender Jaguar, quindi con quelle meccaniche, quei pick up e con un certo tipo di manico. La volevo, però, shellpink, cioé rosa pallido, con un tipo di pittura che consente di avere quell'invecchiamento che hanno gli strumenti quando sono vintage. Per un anno intero ho provato a chiamare quelli della Fender e alla fine hanno accettato. Pare che sia il primo modello esistente al mondo di Fender Jaguar shellpink. E' anche vero che una chitarra così femminile, tutta rosa, potevamo suonarla solo io o Cicciolina, se mai facesse un film da rockstar.

Quanto è costato questo sogno?
Due mila euro. Che brutto parlare di soldi!

Come nel precedente lavoro di inediti, anche nel tuo nuovo album, l'"Eccezione", troviamo influenze bossanova. Come nasce questa tua passione per la musica brasiliana?
Ho dei grandi amori che vanno da Janis Joplin al blues, dal rock alla psichedelia, ma a un certo punto mi ha illuminato anche la musica brasiliana. E' stato un travaglio lungo prima che io sedimentassi questo amore, quindi prima di avere un Cd di quel genere e non riuscire a staccarlo dal lettore. E non so perché in quel periodo io ero combattuta tra Shellac da una parte e Jobin dall'altra, e trovavo anche dei punti in comune tra loro: in uno l'esaltazione dell'armonia e delle prodezze musicali (Jobin), nell'altro la potenza del suono e la ricerca della sonorità, dell'impatto sonoro. Alla fine l'energia che mi arrivava era uguale, sì, il tipo di energia che mi arrivava dalla musica molto rock e dalla musica complessa e ragionata, ineccepibile e impeccabile, era la stessa. Pensai così che un muro di violini può avere la stessa potenza e la stessa intensità di un muro di chitarre elettriche.

E' nata da lì l'idea del tour teatrale che hai fatto in passato?
Esattamente, ho pensato proprio allora a un tour teatrale, dove sviluppare un altro aspetto della mia musica, più sussurrato, e dove suonare la chitarra acustica ed essere io essenzialmente l'unico chitarrista acustico della band. Con i due archi che mi accompagnavano. Questo mi ha portato ad avere la bocca più larga di quanto non dovessi avere, e da lì a Taormina il passo è stato breve. E tutti a dirmi: "Ma tu sei pazza da legare". Ma io volevo proprio farlo questo concerto a Taormina, volevo sentire l'orchestra di sessantaquattro elementi.

Già, l'orchestra, la tua seconda anima...
...tra l'altro è stata proprio questa passione per l'orchestra a portarmi a Sanremo, questa mia voracità di confrontarmi con tutti i maestri del Festival, perché i musicisti che stanno là sono tutti ultramaestri. E poi ci sono quelle coriste pazzesche. Io sono andata a Sanremo dicendo: "Approfitto e mi faccio dare le lezioni gratis". Così, prima di cantare, andavo dalle coriste, perché loro hanno dieci volte la preparazione di una cantante e, siccome io ero molto emozionata, chiedevo loro: "Vi prego, aiutatemi, perché io questo cavolo di pappapapapaa rischio di farlo un semitono sotto dall'emozione. Aiutatemi a capire come mi devo impostare e come contrastare l'emozione di Sanremo".

E loro cosa ti hanno consigliato?
Mi hanno detto: "Arrivaci riscaldata, fai della respirazione in modo che i nervi e la tensione non ti facciano cantare crescente, invece, se hai i muscoli rilassati, canti meglio. E poi magari, durante la prima serata, canta di diaframma, perché anche se è contro l'espressività, però sei intonata. E quindi sia su "Amore di plastica" sia su "In bianco e nero" mi hanno aiutato molto. Questo è quello che più mi attira di Sanremo, a parte il pesce, perché io sono una grande mangiatrice di pesce.

Perché non sei tornata sul palco dell'Ariston, allora?
Dovresti chiedere alla mia casa discografica perché non mi ci manda, perché ci vanno altri artisti e a me non mi fanno andare.

Il tuo tour ti porterà anche all'estero, dove però non hai in promozione il disco né tantomeno il singolo. Sai già che risposta di pubblico aspettarti?
Nella mia piccolissima esperienza, ho notato che quando ero alle prime armi e con il furgone mi spostavo all'estero con i ragazzi della mia band, pensavo di trovare poco pubblico, mi dicevo: "Non ho il disco fuori né il singolino in radio, per cui sicuramente avrò poca affluenza". Perché è così che si pensa in Italia. Invece arrivavo lì e la gente c'era. Quando ho cominciato a suonare, ho dovuto pregare i proprietari dei locali italiani per farmi suonare, perché non avevo il singolo in radio. All'estero non è così, se suona in un locale una cantante italiana che si chiama Carmen Consoli, la gente va a vederla per curiosità, anche se non conosce le canzoni. Hanno una cultura musicale che non è necessariamente legata alla funzione mediatica. All'estero si leggono molto i giornali di musica, per esempio, ma li leggono davvero, io per esempio in Francia ho avuto due articoli su due giornali musicali, poi ho fatto una serata al Café de la dance, e nel locale c'erano un buon 50% di italiani e un buon 50% di parigini che erano venuti perché avevano letto uno di questi trafiletti. Lì si informano e vanno a vedere a scatola chiusa un artista, lo possono promuovere e tornare o bocciare e non tornare più, però il metro di misura non è la radio, non è che se un artista è famoso fa gente. A Bercellona ho saputo che ci hanno duplicato una data, eppure lì io non ho il disco fuori, chi verrà a vedermi?

Non è solo la musica a vivere in Italia un momento di grande confusione... Da cittadina italiana, con che occhi guardi lo Stato?
Io trovo che in Italia, attualmente, ci sia un momento di grande confusione, di grande disagio, specialmente nel sud, ed essendo anch'io terrona meridionalissima conosco persone che si trovano in grande difficoltà, quindi mi sento solidale con loro. In Sicilia si parla ancora del ponte, ma noi siamo senza un acquedotto. E poi il ponte perché? Per ammazzare la fauna ittica? Io non sono contro, ma vogliamo risolvere prima i problemi di siccità? Io lo so che è bellissimo sentirsi finalmente uniti allo stivale, però anche se faranno il ponte, io continuerò a non poter annaffiare il mio orto e i miei pomodorini. Quest'estate ci sono stati dei gravi problemi di siccità, c'è gente che è stata mesi senza potersi lavare, la mancanza dell'acqua è una cosa grave.

Fai il tifo per il traghetto, dunque?
Sì, il traghetto secondo me è la cosa più bella, io da piccola non vedevo l'ora di salire sopra all'Acaronte (è il nome del traghetto) e anche gli altri bambini si divertono. A me piace perché mi affaccio e vedo il mare, vedo la Sicilia che mi saluta.

Pensi di impegnarti in battaglie sociali, in futuro?
No, assolutamente, mi voglio tenere fuori dalla politica, perché trovo di una volgarità tremenda il fare polemica, non voglio fare quella impegnata. L'unica cosa che dico è che, da cittadina, mi sto sentendo con le spalle un po' scoperte, perché vedo che c'è un'attenzione particolare su altre cose che non riguardano il bene comune. Lo Stato non sta garantendo abbastanza a coloro che si trovano in difficoltà, non parlo per me, ma conosco delle persone che hanno grandi problemi. E se io mi trovo in difficoltà c'è papà che comunque mi aiuta, ecco, oggi mi sento che papà non c'è. Come cittadina, ho l'impressione che papà sia un po' distratto da problemi suoi.

Lasciamoci parlando di musica. Come giudichi i tuoi colleghi italiani? Chi stimi tra loro?
La musica è uno strumento per avere piacere, io non ho mai arricciato il naso davanti ai progetti musicali degli altri. Quando mi sono sentita di criticare qualcuno, ho pensato spesso che fosse per un mio limite, forse perché sono stata educata alla tolleranza. Comunque ci sono dei Cd italiani che non riesco a togliere dal mio lettore e sono quelli di: Tiromancino, Paola Turci, Marco Parente - di cui sono una gran fan, se lo vedo mi ci faccio una fotografia, io lo amo perdutamente, tutte le volte che sono davanti a Marco tremo come una deficiente. E poi mi piace la strada che sta percorrendo Marina Rei, soprattutto nella scrittura dei testi, credo che stia dicendo cose molto significative; Marina è una mia grandissima amica, mi rivedo molto in quello che scrive e vivo una stima da grande fan nei suoi confronti. Poi mi piacciono moltissimo i Subsonica, amo la voce del cantante e come si pongono; i Bluvertigo, secondo me Morgan è un bravissimo musicista, un grande bassista, ma anche uno che se si mette al pianoforte riesce a suonare anche Bach, e questo mi ha sconvolto. Mi piace la strada di recupero dei La Crus, la Bandabardò, che è una band che ha dimostrato che, distaccandosi dai criteri di comunicazione canonici, quindi autoproducendoti e rischiando molto, si può comununque arrivare in alto, e io stimo molto questo tipo di approccio, lottare per la propria musica è importante. Mi piacciono inoltre Cristina Donà, Max Gazzé, Ginevra Di Marco...

Intervista di Paola De Simone