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Biagio Antonacci
Biagio Antonacci

Il tuo tour è in dirittura d'arrivo, ti va di fare un primo bilancio?
La tournée sta andando bene, sono contento. E' un tour lunghissimo iniziato nei palasport quest'inverno e sta proseguendo negli spazi all'aperto. Sono soddisfatto dal punto di vista delle presenze, sento molta energia e molta voglia di ricevere musica da parte del pubblico.

Che tipo di spettacolo offri?
Uno spettacolo molto semplice, senza grandi cose dal punto di vista estetico, fuochi d'artifici o effetti strani. E' una tournée semplice, con uno spettacolo sobrio, dove la gente fa parte della coreografia e dove io canto solo le mie canzoni.

Nel tour ti proponi di dare spazio ad artisti emergenti, offrendo il tuo palco a nuove leve della musica italiana. Cosa ti ha spinto ad offrire questa vetrina a debuttanti e non ad artisti noti come avviene di solito?
Ho scelto così perché io da giovane sognavo di avere un palco tutto per me e di potermi esprimere. Allora adesso, "da grande", mi sono detto: "Perché non dare la possibilità ai giovani artisti di realizzare quello che un giorno era un mio sogno?". Così è nato questo spazio, che non ho creato a parte, perché i ragazzi salgono sul mio palco, quindi non ci sono strutture adiacenti, ma si esibiscono proprio sul mio palco. Fanno la loro performance, nessuno li presenta, si autopresentano, finiscono, ricevono gli applausi e se ne vanno. E' una cosa molto indipendente, loro sono molto liberi sul palco, non hanno assolutamente vincoli da parte mia e non hanno nessun contratto con me, non è che in cambio devono dare qualcosa. Sono completamente liberi quando salgono e quando scendono, forse consapevoli di aver fatto ascoltare la loro musica a della gente che ama la musica.

Chi seleziona questi artisti?
Alcune radio locali, regionali. Se ne occupano loro, io non ho voluto metterci becco. Mi limito ad ascoltarli la sera, quando cantano.

Tu sei anche un produttore, hai adocchiato qualcuno di interessante?
Sì, ne ho adocchiati un paio, che mi hanno lasciato il cd. Mi capita spessimo di ricevere dei cd, me ne inviano tanti anche a casa, ma in questa tournée sto sentendo delle cose davvero interessanti. Anche se ho notato che c'è sempre molta musica e io sono invece uno che riflette più sui testi. In questa occasione ho trovato molta più originalità sulla musica che sui testi, quindi faccio un po' fatica a trovare la persona che mi fa scattare la scintilla e mi fa dire "attenzione, lavoriamoci". Però forse è ancora presto per parlare, preferisco aspettare la fine di settembre, per fare un ascolto di tutti i cd che ho ricevuto e chissà...

Magari da questa idea sperimentale nasce qualche nuova stella?
Può darsi, io me lo auguro tanto, perché c'è bisogno oggi di gente con nuova energia.

Immagino che questa iniziativa vuol essere anche una tua risposta all'attuale condizione discografica?
Assolutamente! E' una critica pesante rivolta alla discografia, che ha investito a mio avviso troppi soldi in tanti progetti che non sono mai stati veramente lavorati. La crisi discografica arriva dagli sperperi di tutta la gente che ha lavorato male e quindi oggi siamo in crisi. Troppi prodotti sono usciti, troppa musica nell'aria e poca qualità, perché non c'è selezione.

I tuoi concerti sono offerti a prezzi popolari, una politica che ormai ti caratterizza da tanto?
Sì, questa è una mia filosofia ormai da anni. Io fui il primo, nella tournée "Mi fai stare bene", quattro anni fa, a portarte il biglietto a 20 mila lire.

Quindi è possibile?
Certo, è possibile guadagnando meno e non avendo soldi buttati via nelle produzioni. Quindi fare produzioni che servono solamente per far ascoltare bene il suono alla gente, questo vuol dire risparmiare sulle tournée. I tour costano milioni e milioni, perché hanno tantissime spese alle spalle. In fondo tutto non si può avere.

In ogni data fai sold out, riempi stadi, come si fa in questi casi a restare con i piedi per terra?
Si rimane con i piedi per terra quando si è consapevoli che tutto questo è un passaggio, che niente è definitivo, che niente è per sempre, è una cosa che ti viene regalata da qualcuno di superiore ed è qualcosa che non durerà nel tempo. Quando c'è, però, devi fare in modo di fartela più tua possibile, è un'esperienza che deve coprirti l'anima e che deve farti crescere. Non certo deve farti alzare da terra, perché siamo persone come le altre, con mille più dubbi, mille più insicurezze e con un lavoro che ti mette sempre con la faccia davanti alla realtà, e per realtà intendo il pubblico. Quindi mantenere i piedi per terra vuol dire essere consapevole che tutto ciò che arriva se ne va ed è inutile alzarsi o avere sensi di protagonismo, perché tanto è tutto un passaggio, come del resto la stessa vita. Di conseguenza, come tutti i passaggi, può lasciare qualcosa, ma può anche non lasciare niente.

In tour si vive in simbiosi con la propria band, tu che rapporto hai con i tuoi musicisti?
Ormai è un rapporto di famiglia, io a volte non li saluto più neanche, perché ormai li considero parte integrante di me. Non me ne accorgo più se sono con me o non sono come me, proprio come quando vivi in una famiglia e difficilmente ti accorgi di chi c'è quando sei sovrappensiero. A me a volte capita così con loro. Abbiamo un bellissimo rapporto, anche lì terra terra, sul palco loro sono protagonisti come lo sono io, non ci sono differenze tra noi. Se durante un concerto do il massimo, è perché ci sono anche loro.

Non conosciamo i tuoi progetti autunnali, ne hai?
Non ce ne saranno credo di progetti autunnali, perché non penso che il tour proseguirà. Sto ancora decidendo se fermarmi o se fare qualcosa di particolare, ma non ho ancora deciso, quindi non ci sono idee. Di sicuro c'è che io mi devo fermare per cominciare a lavorare, a scrivere canzoni nuove, perché adesso sento la necessità di creare. Tutto quello che è ricevere energia va anche buttato poi su un foglio e sulla musica.

Da grande navigatore quale sei, trovi il tempo per Internet anche durante il tour?
Io ho sempre il mio portatile con me, ma ahimé purtroppo in albergo, quando torno di notte, non ho la forza di stare su Internet. Quindi ho lasciato stare un po' la chat sul mio sito, guardo sempre le e-mail, ma non ce la faccio a starci dietro.

Sappiamo che i tuoi ottimi rapporti con la Rete coinvolgono anche MusicaItaliana.com!
Beh, io vengo sempre. Vado a vedere le classifiche, le interviste, sono uno dei primi frequentatori di MusicaItaliana.com. Guardo anche Miss e Mister e sogno di diventare Mister MusicaItaliana.com! (ride, ndr)

Intervista di Paola De Simone