 |
Sei qui: Home > Recensioni > BlueSugar |
 |
|
|
 |
1. You make me feel loved
2. Blu
3. Arcord
4. Puro amore
5. Back 2 U
6. Donkey tonkey
7. (Temporaneamente) x sempre tuo
8. Eccetera eccetera
9. Karma, stai kalma (featuring Irene Fornaciari)
10. Dopo di noi
11. I tempi cambieranno
|
|
Zucchero
BlueSugar
Le nuove tonalita' del blue(s)
recensione di Vitaliano Della Penna
Nono album per Zucchero "Sugar" Fornaciari e
nuova avventura artistica. Sugar, ormai personaggio apprezzato a livello internazionale,
forte di numerose e prestigiose collaborazioni, affronta anche in questa occasione, con
spirito fresco e propositivo la produzione di "Bluesugar" (Polygram Italia Srl,
1998). Il cd contiene 11 brani inediti ed è
il frutto di un anno di lavoro svoltosi tra Italia, Inghilterra e Irlanda sotto la
sapiente produzione dell'insostituibile Corrado Rustici.
L'album è la sintesi di un lungo viaggio (non solo in senso geografico!) intrapreso nella
memoria e negli stili musicali: passato e presente fusi in una miscela originale e, senza
dubbio, molto interessante.
Bluesugar "racconta" suggestioni e sensazioni, fornisce pennellate
impressionistiche sui luoghi e sulle storie dell'infanzia e della gioventù e fa convivere
tutto questo con il vissuto più recente.
A tratti si respira un'atmosfera piuttosto densa, merito
degli arrangiamenti (Zucchero & C. Rustici) e dei testi (Zucchero, P. Panella e A.
Cogliati), che conferiscono omogeneità e coerenza a tutto l'insieme. Tra gli
"omaggi" ai tempi che furono appare un gradito campionamento dell'indimenticato
Augusto Daolio nell'interpretazione de "La bambina portoghese" di Francesco Guccini.
Anche le scelte di tipo strettamente tecnico-musicale si muovono tra ieri e l'oggi. I
trascorsi prettamente blues hanno fatto spazio a soluzioni sonore e strumentali più
rockeggianti; l'impiego di un trio base composto di
chitarra (Corrado Rustici), basso (Benny Rietveld) e batteria (Micheal Urbano) manifesta
l'intenzione di cercare un impatto differente anche se non sconvolgente. Tra gli specialSteve Winwood
all'organo Hammond (un cult!). Sono stati impiegati strumenti "vintage" (synths
e chitarre) e tecnologie modernissime (digital editing "massiccio" su ogni brano
a cura di C.Rustici)
Per concludere: l'accostamento ed il gioco dei contrasti ad ogni livello ha consentito a
Zucchero di sfornare un album innovativo, significativo e sicuramente molto
"internazionale" destinato ad un pubblico ampio ed eterogeneo.
|

|
|
|
|
 |