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 TRACK LIST
1. Spirito libero
2. Vetro sul cuore
3. Vento nel deserto
4. La gatta (sul tetto)
5. Viaggio della mente
6. Scivoli di ghiaccio
7. Tokica
8. Il lupo
9. L'eternità
10. Nouveau sourire
11. Come si fa?
12. So beautiful
13. Per sempre
14. Gocce di memoria

Giorgia
Ladra di vento
recensione di Paola De Simone

la copertina di
Ladra di vento In "Ladra di vento" siamo davanti a Giorgia cantante, Giorgia interprete e Giorgia autrice di musica e testi. Insomma, questo disco ci consente di passare in rassegna tutte le capacità artistiche della cantante romana, visto che i quattordici brani in tracklist sono stati scritti tutti da lei, con qualche collaborazione sparsa, oltre che da lei prodotti. Che Giorgia sia un'artista piena di talento è un dato oggettivo e indiscutibile per molti, ma c'è un fattore dal quale non si può prescindere (e questo disco ci fornisce un'ottima occasione per porci l'accento): c'è sempre un modo migliore per esprimere al meglio le proprie doti. Ecco, a noi non sembra che Giorgia abbia ancora intuito qual è quello a lei più adatto (se potessimo suggerirglielo, le diremmo di dedicarsi alle intense interpretazioni di cui è capace, archiviando l'aspirazione compositiva). Ascoltiamo questo nuovo disco e inizialmente la bellezza della sua voce ci riempie (è sicuramente una delle voci italiane meglio educate e dotate di grande estensione), ma poi ci soffermiamo sulle canzoni e qui di soddisfazione ad attenderci ce n'è proprio poca. Testi elementari ("la luna mi ha chiamato e se mi gira ci vado, nel frattempo sto qua come una scema, e imparo a stare da sola" - "La Gatta"), nonostante lo spessore dei contenuti (tra cui la guerra e la follia umana), ma soprattutto sound tipicamente internazionali - R&B, soul, funky - triti e ritriti, a rivestire idee affatto originali (perché mai dovremmo averne bisogno, se ci sono già tanti altri artisti stranieri che l'hanno fatto prima e meglio?). Una voglia (mal consigliera) di andare oltre confine che trova sfogo qua e là dall'intrusione in testi italiani di parole in lingua inglese (in "Nouveau sourire" anche in francese). Per carità, la pronuncia di Giorgia è dignitosissima, come lo è sempre (e lo ribadiamo) la sua impeccabile capacità interpretativa, ma resta il fatto che alla fine dell'ascolto pochissime canzoni ci sembrano degne di nota: per esempio "L'eternità" e "Gocce di memoria" (bellissimo brano che abbiamo già conosciuto in veste di tema musicale dei titoli di coda del film "La finestra di fronte"). Guarda caso due canzoni musicalmente non composte da Giorgia, ma rispettivamente daTommy Barbarella e Andrea Guerra, anche produttori delle stesse canzoni. Altri brani sono, invece, corredati da interventi vocali persino imbarazzanti come in "Scivoli di ghiaccio" e in "Come si fa?" (appunto, come si fa?). Il resto è rimesso al lavoro di Giorgia, al suo grande impegno, che non intendiamo sottovalutare, ma che giudichiamo duramente perché ci aspettiamo sempre di più da chi questo "di più" è in grado di darlo. Ma lei si ostina a voler scrivere le "sue" canzoni, senza avere l'umiltà di lasciare che altri (più in grado) lo facciano (appositamente) per lei. ''Io oggi sai che faccio? Scrivo come mi pare, uno spirito libero sa quello che vuole'', canta in "Spirito libero", ma la libertà si paga anche a prezzo di grandi critiche. Questa è la nostra.

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