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 TRACK LIST
1. Senza Ali
2. Save the world
3. Di Sole e d'Azzurro
4. Interstellare
5. Un posto migliore
6. Un sole dentro al cuore
7. Prima di domani
8. Canzone degli innamorati
9. Qualcosa cambierà
10. Ho bisogno di un sogno
11. Il tempo
12. Il mare sconosciuto
13. Girasole acustica

Giorgia
Senza Ali
recensione di Paola De Simone

la copertina di
Senza Ali Sin dal primo ascolto ho compreso che con questo nuovo album Giorgia ci sta dando molto di più di tredici canzoni. Ci offre le sue ali. Lei che ha più volte dimostrato di saper volare alto, torna su quote vertiginose e lo fa con lo strumento più nobile di cui un cantante può fare uso: la propria voce. Ma non solo quella. Questo sesto album racchiude in sé tutti gli ingredienti necessari a farne un dignitoso lavoro: autori di indubbia credibilità, come Zucchero e Alex Baroni; un produttore e un arrangiatore come Michael Baker, il cui nome é affiancato a quello di grandi stelle della musica americana, quali Aretha Franklyn e Whitney Houston; la presenza di un ottimo musicista come Herbie Hancock e una voce che potrebbe cantare tutto incantando tutti. Una miscela che non corre il rischio di deludere. E si sfata con questo lavoro anche il sospetto che Giorgia, senza le sue corde vocali, non avrebbe trovato spazio nel mondo della musica, suoi sono infatti la maggior parte dei testi e tutto suo é il carisma che trapela con forza da ogni singola canzone. Ma addentriamoci nell'album e c'imbattiamo subito nel brano che dà il titolo al cd: "Senza Ali", una canzone sicuramente autobiografica, che mostra una Giorgia dal carattere dissonante con la sua gracilità fisica, incline a volare e per questo rivuole le sue ali e le vuole adesso, perché sa perfettamente che "vivendo in questo mondo prima o poi si cade giù". Segue "Save the world", scritto insieme a Aisha Ahmad, un grido che reclama maggiore dignità per le donne, nessun femminismo, solo due passi nella storia per capire che "una donna ha l'universo in sé/ nel suo seno c'é l'immortalità/ non é possesso/ ma é la sua femminilità". Se convincente é il testo, seppur scritto per la maggior parte in inglese, un po' di titubanza la si avverte per le sonorità, che ci riportano alle canzoni vicine per esempio a una Britney Spears, tanto per rendere l'idea, ma questo é forse inevitabile quando l'atmosfera americana ti entra nelle vene e quando il tuo produttore si chiama appunto Michael Baker. Tra le canzoni più belle emergono "Canzone degli innamorati", il cui titolo non rende giustizia alla graziosità del brano, composto interamente da Giorgia con la collaborazione dello stesso Baker, e "Un sole dentro al cuore", altro pezzo firmato da Zucchero e dai suoi fedeli musicisti, Matteo Saggese e Mino Vergnaghi, e con il tocco di Lance Burman. L'album si conclude con l'esecuzione acustica di "Girasole", un successo tratto dallo scorso lavoro discografico datato 1999. Appuntamento al prossimo volo, con o senza ali.

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