1. Volo
2. Uomini a metà
3. Aria
4. Dj Morphine
5. Sveglia
6. Immortale
7. Crimine d'amore
8. Meravigliosamente crudele
9. Mio
10. Amore cannibale
11. Battiti e respiri
12. Un dio che cade
13. Nuova era
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Gianna Nannini
Aria
recensione di Paola De Simone
Se il rock potesse parlare direbbe "per fortuna c'è Gianna Nannini". Le ariose sonorità della rockeuse senese sono chiaramente rock, vivivamente rock, e dicendo questo siamo pienamente coscienti di non aver scoperto nulla, ma semplicemente soddisfatti di aver rimarcato l'identità di una delle poche artiste che in Italia sanno fare musica così energica. Il suo ultimo lavoro è "Aria" e, volendo giocare con il titolo, potremmo dire che tira un'aria ventilata tra le tracce del cd della Nannini, atmosfera però addolcita dal tanto amore ben distribuito tra le varie canzoni. Celebrando i sentimenti, l'artista non dimentica le favole e così trova spazio tra tanto buon rumore il singolo da cui prende il titolo l'album, che ha già avuto il suo spazio nel cartoon "Momo", di cui è stata colonna sonora. Il lavoro si apre con le note di "Volo" ed è subito come se effettivamente l'aria si rarefacesse, costringendo alla levitazione (non affererete in pieno quest'affermazione se il brano non sta girando sul vostro lettore). La piacevole percezione prosegue tra i tredici brani e si aprono buoni motivi per apprezzare questo lavoro pensato e pesato con grande criterio. Nel rispetto della dura legge del rock, l'aspetto sonoro si coglie con maggiore immediatezza rispetto a quello tematico e nella lettura dei testi sembra quasi di vedere le due donne a lavoro (con Gianna Nannini ha infatti collaborato in tutti i brani la scrittrice Isabella Santacroce), tutte prese da una complicità trovata ed espressa ora con l'ottimismo del caso. "Dj Morphine" è senz'altro tra le canzoni su cui viene da scommettere e, con lei, anche "Crimine d'amore", dove il ricorso all'elettronica è più rimarcato, e qui il merito è tutto di Christian Lohr, maestro nel progettare suoni artificali (vedi News). "Immortale" è, invece, un brano di ampio respiro, dove la pacatezza dei versi si gioca il primato con l'energia del refrain; mentre poca originalità si avverte nell'attacco di "Un dio che cade", dall'atmosfera troppo vicina a quella di "Immaginaria" degli Almamegretta. L'album si chiude con il brano più breve, "Nuova era", al termine del quale ognuno può azzardare il proprio bilancio. Il nostro, che non ha certo pretese illuminatrici, è questo: dopo la folata d'"Aria" pura, resta una sensazione d'amore, amore sì, ma di quelli cannibali, dove il volersi è solo il primo stadio. Eh sì, ne siamo certi, la Nannini ci ha proprio raccontato un'insolita lotta di "Battiti e respiri" tra due femmine furiose.
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