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 TRACK LIST
1. Rabbia da gitano
2. Primero
3. Navigando
4. Giorni (con Nadia Karagianni)
5. Giornale delle scienze
6. Notturno fiorentino
7. Ancortu
8. Ti dovresti vedere dopo
(duetto con Iva Zanicchi)
9. Respiro
10. I tuoi pensieri
11. Paisaje
12. Ancortu (Disco Mix)

Franco Simone
Eliòpolis - La città del sole
recensione di Raffaella Ioannone

Se Franco Simone si riferisce alla sua vita dicendo, in "Respiro", che è un "viaggio di gran vagabondo", allora "La città del Sole" diventa un vero e proprio spaccato di vita per questo intramontabile artista. Canta in italiano, spagnolo, greco, latino, dialetto siciliano e salentino, ma è sempre lui. Un uomo appassionato, fuori dalle mode ma mai scontato, che trasmette la sua "rabbia da gitano" in note calde e indimenticabili. Un disco che si ascolta tutto d'un fiato, e che sorprende continuamente. Tutto, dai testi alle sonorità, quadra perfettamente come in uno schema perfetto e impossibile da migliorare. Si avverte l'amore di Franco per la musica classica, che permea continuamente tra i suoni più tipicamente propri della musica etnica. E si sente anche il desiderio dell'artista di fondere tra loro diverse culture. C'è molto di mediterraneo in questo disco, a partire dal titolo, nato dal desiderio di onorare Eliòpolis, che in lingua greca vuol dire appunto città del sole, e continuando con la voce sempre calda e libera, che accompagna abilmente le note. Nei brani più dolci e romantici, come "Navigando", e in quelli più ritmati ed energici, come "Ancor tu" e "Primero", Franco Simone esprime, con la sua sensibile e delicata interpretazione, i diversi sentimenti della vita di ognuno. Momenti di dolcezza, di ribellione e di riflessione, che Franco ha tradotto in musica. Degno di nota il duetto con Iva Zanicchi che, nel brano "Ti dovresti vedere dopo" regala un'abile rappresentazione musicale di un dialogo tra amanti. Evidente, per chi ascolta questa traccia, l'intesa tra i due artisti, che si fa fatica a distinguere nell'intreccio di suoni, che generano, come dice il testo stesso, un "dolcissimo canto lontano". Diverso, ma allo stesso modo intenso, il duetto di "Giorni" con Nadia Karagianni, che segue, in controcanto, un Franco Simone alla disperata ricerca dell'amata persa e mai ritrovata. Parla anche della società, Franco, in "Giornale delle scienze", che condanna gli interventi forzati dell'uomo sulla natura e chiede, infine, di ridisegnare monti, foreste e valli per farli "più degni di tutti noi". In ogni brano, comunque, viene messa in evidenza la tendenza spirituale dell'artista, che anche in "Rabbia da gitano" dice di cercare sempre "luce in quello che mi han dato", inseguendo "la speranza di un'altra umanità". Dalla limpida serenità dell'intero disco, che riesce a trasmettere emozionanti momenti di trasporto, si evince chiaramente il sentimento di tranquilla interiorità di un artista che si conferma pienamente realizzato nella sua musica.

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