1. CD 1
2. Moi, mon ame et ma conscience
3. Boogie
4. Quizàs, quizàs, quizàs
5. Oh che sarà
6. Il culo del mondo
7. Panama
8. Buontempo
9. Come mi vuoi?
10. Señor
11. Messico e nuvole
12. Clandestino
13. CD 2
14. I treni a vapore
15. Sulo pe parlà
16. Senza 'e te
17. Non sono un cantautore
18. Metti in circolo il tuo amore
19. L'assenza
20. Occhi neri
21. Mio fratello che guardi il mondo
22. Chissà se lo sai
23. I dubbi dell'amore
24. La storia
25. Is this love
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Fiorella Mannoia
Concerti
recensione di Federica Galimberti (Dirondero)
Concerti è il nuovo doppio cd dal vivo che Fiorella Mannoia ha pubblicato lo scorso 23 gennaio: registrato tra Roma, Reggio Emilia e Milano, è il resoconto dell’ultima tournée teatrale dell’interprete romana. La domanda che viene spontanea fare a proposito di questo lavoro è la seguente: ma dopo due “signore” doppie raccolte live come Certe piccole voci (1999) e In tour 2002, con Ron, Pino Daniele e Francesco De Gregori, c’era veramente bisogno anche di questa terza? Non era meglio aspettare e pubblicare piuttosto un nuovo (e atteso) disco in studio? L’ultimo lavoro della cantante, intitolato Fragile, risale, infatti, al 2001. Non fraintendeteci: Concerti è un bel disco, ineccepibile nelle interpretazioni (che il suo mestiere, la Mannoia lo sa fare bene e questo lavoro, se mai ce ne fosse stato bisogno, ne è la riconferma), nella cura degli arrangiamenti realizzati come sempre da Piero Fabrizi (che in quest’occasione si è avvalso anche di una sezione fiati) e nelle esecuzioni dal vivo. Ciononostante, quest’album si mostra nel suo complesso come qualcosa “di già sentito”. Se da una parte è vero che contiene nuovi cameo interpretativi della rossa signora, tra i quali spiccano le cover di Quizàs, quizàs, quizàs di Osvaldo Farrès, Messico e nuvole di Paolo Conte, Clandestino di Manu Chao, Sulo pe parlà di Pino Daniele, Metti in circolo il tuo amore di Ligabue e Is this love di Bob Marley, affiancati ad alcuni splendidi pezzi mai registrati dal vivo dalla Mannoia prima d’ora (tra cui Come mi vuoi di Paolo Conte, Occhi neri e L’assenza, di Piero Fabrizi), è altrettanto vero che, sebbene proposti in nuove vesti, siamo sempre al cospetto di brani per lo più già ascoltati, o negli ultimi concerti o in precedenti dischi. Come, per esempio, quando ci troviamo di fronte a La storia di Francesco De Gregori e Chissà se lo sai di Lucio Dalla e Ron, ripresi dal repertorio live di In tour e reinterpretati qui dalla sola Mannoia. Viene da domandarsi se quest’album, dai toni più leggeri grazie ai nuovi arrangiamenti e alla scelta di interpretare anche alcuni successi di autori più “mainstreaming” (Ligabue, Manu Chao), non nasca più dall’esigenza dell’artista di dimostrare per l’ennesima volta che non è l’interprete algida, seria e distante che pubblico e stampa credono, che altro… Se così fosse, per raggiungere lo scopo, sarebbe bastato un solo Cd e non due. Prolisso
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