1. Un attimo di pace
2. Solo ieri
3. Un'emozione per sempre
4. Ti vorrei rivivere
5. Il buio ha i tuoi occhi
6. Un'ancora nel vento
7. Piccola pietra
8. Mamarà
9. L'uomo che guardava le nuvole
10. Canzone per lei
11. Non ti prometto niente
12. Falsa partenza
13. C'è una melodia
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Eros Ramazzotti
9
recensione di Paola De Simone
La fine della storia tra Eros Ramazzotti e Michelle Hunziker è sotto gli occhi di tutti ormai da tempo ed è lecito per i fan del cantautore romano chiedersi con quali sentimenti lui abbia dovuto fare i conti. Ora, attraverso una combinazione, è possibile sfogliare le pagine del suo diario (non più) segreto. Digitate "9" e capirete quanto Eros abbia sofferto (e stia soffrendo ancora, come è trapelato dal recente incontro con la stampa) per la separazione da Michelle, per la lontananza della sua piccola Aurora, per la morte della mamma Raffaella, avvenuta un anno fa. E' chiaramente un periodo difficile della vita di quest'uomo di quasi quarant'anni, che dà con questo disco una grande prova di umiltà e di semplicità, che i fan possono solo apprezzare. E' disarmante, infatti, l'autobiograficità di questo lavoro, l'ascolto imbarazza perché si ha come l'impressione di invadere la sua privacy, ma è lui a volerlo e allora lo ascoltiamo, emozionandoci davanti a tanta spontaneità e a tanta voglia di condivisione. Attraverso le sue tredici canzoni, quasi tutte ballads scritte a quattro mani con Adelio Cogliati, veniamo così a conoscenza del suo dolore per l'abbandono, in "Solo ieri" Eros canta: "credevo che mai più andasse via... forse è stata qui la mia ingenuità... ora so si paga in pianto". Lui, però, non si piange addosso e si fa forza: "guarderò più in là nel tempo con la convinzione che ho che da questo momento ne uscirò". E' presto, però, per vivere una nuova storia d'amore, anche davanti a piccoli spiragli di luce: "dico solo che con te sto meglio - canta in "Non ti prometto niente" - e che il tempo del risveglio già potresti essere tu... se tornerò ad innamorarmi ancora ora non so se sarà di te... se ci sarà posto ancora per una parola che vorrei poterti dire senza più pensare a lei". Eros ha bisogno di riflettere, di "Un attimo di pace", è ancora un sole al tramonto in attesa della sua alba, "sto cercando ancora adesso un equilibrio che forse non ho/quello che tu dicevi sempre d'essere sicura di averne trovato un po'... con me... mi torna in mente quando eri la ragazza del mio cuore... ti vorrei rivivere anche solo per un attimo/io vorrei rivivere quella prima volta io e te" (da "Ti vorrei rivivere"). E poi c'è lei, la piccola Aurora, sua figlia, suo conforto, alla quale Eros ha dichiarato di essere legatissimo, e la realtà dei padri separati, costretti a vedere la figlia solo una volta a settimana, a lui va stretta, così nella struggente "Canzone per lei", scrive: "io non vorrei vedere mai quel muso lungo che hai/è tardi già devi rientrare giocare adesso non puoi/sabato prossimo poi ti verrò a prendere ancora...ti porterò dove vuoi/adesso basta però dammi un bacio e sorridi un po'... io non vorrei sai dovermi mai separare da te è sempre triste per me lasciarti qui... se tu non ci fossi io non vivrei più". L'abbiamo detto, è disarmante, commovente, straziante. E se per i testi Eros si è lasciato andare all'istintività più primitiva, lo sforzo evidente, invece, è nelle sonorità, che seppur fedeli al pop, strizzano l'occhio a giri di blues e a melodie più raffinate del precedente disco ("Stilelibero"), merito anche degli arrangiamenti di Celso Valli, Claudio Guidetti (entrambi co-produttori con Eros dell'intero disco) e Michele Canova. La canzone dedicata alla mamma e intitolata "Mamarà" (dalla fusione di mamma e Ra', che sta appunto per Raffaella), poi, si discosta dalle altre, perché è a metà tra un reggae e un calypso, per ricordare un affetto scomparso, ma farlo con gioia e senza lacrime: "cantando sai riesco a spiegarti quello che non ti ho detto mai e per farlo scelgo questa musica perché sembra piena di allegria come te". Anche l'interpretazione di Eros merita di essere sottolineata: che fosse avvantaggiato nell'interpretare i suoi sentimenti, perché probabilmente autentici e sinceri, possiamo anche immaginarlo, ma "il ragazzo di periferia" ha fatto uno sforzo in più, riducendo la nasalità della sua voce, rendendo quest'ultima morbida e calda. E' tutto questo "9": pagine di diario, vita vera, amore come dolore, amore come speranza.
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