1. Figli di…
2. Lsd flash
3. Superstar
4. New York
5. Il lavaggio del cervello
6. Indigestione disko
7. Mano armata
8. God save the queen
9. The Jean Genie
10. The guns of Brixton
11. Sweet Jane
12. I wanna be sedated
13. All the young dudes
14. No more heroes
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Enrico Ruggeri
Punk prima di te
recensione di Luigi Carrozzo (Dirondero)
C’era una volta una ragazzino, Pico Ruggeri, che aveva il vizio di rovistare tra i vecchi dischi di papà Enrico. Un bel giorno gli capitò fra le mani il vinile di un gruppo di giovani musicisti incavolati chiamati Decibel. Ma chi era quel tipo con quei buffi occhialini bianchi? Ma papà! Enrico, accortosi della cosa e messo alle corde, decise di raccontare al figlio una favola e, da bravo cantautore, la raccontò nel modo che gli veniva meglio, attraverso le canzoni. Nasce così l’idea di Punk prima di te. A poco più di dodici mesi dall’uscita del delicatissimo Gli occhi del musicista, Enrico Ruggeri, vorrebbe, attraverso questo disco, cercare di riportare un po’ di luce sugli anni di furia punk della sua gioventù. Operazione riuscita? Dipende dai punti di vista. L’album è diviso a metà, la prima parte dedicata alle canzoni d’esordio dei Decibel. La seconda è un omaggio alla musica che in quegli anni rappresentava il punto più alto della produzione rock alternativa internazionale: Clash (The guns of Brixton), Ramones (I wanna be sedated), Sex Pistol(God save the queen), David Bowie (The Jean Genie e All the young dudes), Stranglers (No more heroes), Lou Reed (Sweet Jane). L’inizio è “filologicamente” interessante; Enrico Ruggeri rispolvera le canzoni dei suoi dischi d’esordio con i decibel, soprattutto della triade Punk, Vivo da re e Champagne Molotov. Della seconda parte in realtà si poteva fare tranquillamente a meno; Ruggeri si dedica all’esecuzione, di brani ultra famosi, e sicuramente lo fa con maestria da buon musicista navigato. Ma ci hanno provato in tanti e nei modi più svariati. Ruggeri non emoziona e il suo professionismo non fa altro che “raffreddare” canzoni dal potenziale esplosivo immenso. In più c’è la questione “ma guarda un po’ da che pulpito viene la predica”; sentir gridare da un signorotto attempato ed elegante come il nostro Enrico “there’s no future, no future for you” ha l’unico effetto di far sorridere con una punta d’imbarazzo. Incosciente
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