1. La vie en rouge
2. Rien ne va plus
3. Certe donne
4. Quello che le donne non dicono
5. Bratiska
6. Il portiere di notte
7. Con la memoria
8. Il giudizio universale
9. Nuovo swing
10. Ulisse/Fango e stelle
11. Mistero
12. Peter Pan
13. Quante vite avrei voluto
14. Polvere
15. La bandiera
16. Vola via
17. Gimondi e il cannibale
18. Prima del temporale
19. I dubbi dell'amore
20. Il futuro é un'ipotesi
21. Marta che parla con Dio
22. Anna e il freddo che ha
23. Il mare d'inverno
24. Contessa
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Enrico Ruggeri
La vie en rouge
recensione di Paola De Simone
Ci sono ventiquattro buoni motivi per ascoltare "La vie en rouge". Ognuno ha un titolo, una storia e una nuova interpretazione, il tutto in un doppio cd. E' vero, Enrico Ruggeri ci aveva avvisati che si sarebbe trattato di un lavoro particolare, dalle insolite sonorità e caratterizzato da nuovi arrangiamenti. Non ci aspettavamo, però, un nuovo stile. Ruggeri appare riflessivo, piacevolmente sofisticato, desideroso di comunicare emozioni più che messaggi. Meno rock (e questo un po' ci spiace) e più pathos sono le linee comuni di tutti i brani proposti. L'atmosfera che avvolge l'intero lavoro é quella tipicamente francese, istantanea, trasgressiva, mai superficiale, vitale, generosa. L'apporto dato dalla fisarmonica e dal contrabbasso, suonati rispettivamente da Davide Brambilla e da Alberto Guareschi, risulta a tal fine imprescindibile. E' stano, Ruggeri ci ha appena offerto questo nuovo clima e già non possiamo più farne a meno. Veniamo alla scelta dei brani. Circa la metà sono estrapolati da lavori datati anni '80, dove i nuovi arrangiamenti arrivano a valorizzarne l'esecuzione. Un classico tra tutti, "Polvere", come non l'avevamo mai ascoltata, un dolce tango fa da intro e poi la fisarmonica lascia il primo piano al pianoforte e al contrabbasso che attutiscono, sì, l'energia del pezzo, ma lo rivestono di una nuova e piacevole sensualità. Come "Polvere", così "Gimondi e il cannibale", il più recente brano inserito in questa raccolta. Spicca "La bandiera", tra le più travolgenti interpretazioni dell'artista milanese, che riesce a esprimere e semplificare, in testo e musica, la complessità dell'amore. Un convinto applauso va decisamente ad Andrea Mirò, la cui voce sembra pensata proprio per affiancare quella di Ruggeri, brava anche per aver scritto e diretto gli archi dei due inediti, "La vie en rouge" e "Quante vite avrei voluto". Due brani, quest'ultimi, certamente gradevoli, ma che, a dirla tutta, non ci hanno entusiasmato particolarmente e non ci hanno convinto, forse perché nei due album c'é oggettivamente di meglio. Unico disappunto che ci sentiamo di avanzare é l'esclusione di alcuni brani cui siamo molto legati: "Ti avrò", "Che temperamento", "Non piango più" e altri ancora. Sarebbe stato bello ascoltarli in una nuova versione. Siamo convinti che la scelta sia stata difficile, considerata la vastità del repertorio in oggetto, per cui giustifichiamo le grandi assenze e godiamo delle chicche offerte. E se é vero che da una recensione generalmente ci si aspetta, oltre alla soddisfazione di una mera curiosità, anche un consiglio per appurare se valga la pena o meno l'acquisto dell'album in oggetto, vi evitiamo la fatica di dover leggere tra le righe. Anche perché non abbiamo dubbi. "La vie en rouge" va comprato e custodito con gelosia.
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