1. Salirò
2. Il mio nemico
3. L'autostrada
4. Sempre di domenica
5. Dipendenza
6. Manifesto
7. 1.000 euro al mese
8. Il colore del mondo
9. Mi interessa
10. La classifica
11. Sabbia e sandali
12. Unò-dué
13. Di padre in figlio
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Daniele Silvestri
Unò-dué
recensione di Paola De Simone
E' vero che non esiste un metro oggettivo per giudicare un lavoro. Basta sfogliare giornali, riviste e siti addetti a esprimere giudizi in ambito musicale, per capire che alla fine ognuno si limita, nel migliore dei modi, a dire quello che pensa, utilizzando il proprio background e facendo leva sulle proprie esperienze. Si può tuttavia ricercare in un lavoro quel qualcosa che non risente (o almeno non nella sua totalità) del gusto personale, sempre così poco oggettivo. Per questo crediamo di non sbagliare nel sottolineare l'originalità di questo sesto lavoro di Daniele Silvestri, che piaccia o meno, la contaminazione dance alla quale questo solare artista ricorre nelle sue composizioni suona davvero bene e la diversità dei temi affrontati dà soddisfazione alle aspettative. "Unò-dué" segna il ritorno del cantautore romano, lontano dal mercato con un album inedito dal '99, quando pubblicò "Sig. Dapatas", dopo la partecipazione al Festival con il brano "Aria". Un altro Sanremo ci introduce ora a questo lavoro, Silvestri ha, infatti, vinto il suo ennesimo Premio della Critica, nell'appena terminata 52ª edizione del Festival, con la canzone "Salirò", un brano che è in sintesi lo specchio dell'album. L'intero lavoro, composto da tredici canzoni, contiene infatti una particolare cura nei testi (e a questo Silvestri ci ha sempre abituati, per questo non stupisce e non delude), più immediati semmai rispetto ai lavori del passato, e un ricorrere a suoni presi in prestito dalla disco music degli anni ’70, dal rock, dal funky e dal genere ipnotico alla Subsonica, tanto per intenderci. E tra divertenti slanci creativi e pesanti riflessioni sugli eventi che hanno attraversato l'intero ultimo anno, troviamo anche delle piccole sorprese, per esempio gli ospiti che hanno contribuito a realizzare "Unò-dué": Simona Cavallari (compagna di vita di Daniele) fa da seconda voce in "L'autostrada", brano impreziosito anche dal violino di Mauro Pagani; Enzo Miceli, produttore dello stesso Silvestri, per la prima volta esce allo scoperto e scrive, canta e suona la chitarra in "Sabbia e sandali", e Demo Morselli suona e arrangia i fiati. Anche il bassista di Elio e le Storie Tese, Faso, presta le sue corde in "Salirò" e, aggiunta anche la fedelissima band di Daniele, il quadro è completo. L'album si chiude con un brano dedicato al padre scomparso la scorsa primavera e al figlio in arrivo, che, come scrive lo stesso Daniele nei ringraziamenti, gli ha già cambiato la vita. Si intitola "Di padre in figlio" e, pur essendo l'ultimo brano in tracklist, non ha l'ultima parola in questo lavoro; c'é, infatti, una piccola sorpresa, che non sveliamo, anche perché non è certo facile descriverla in un tale contesto. Questo è tutto quello che, secondo noi, chiunque riuscirà a trovare in "Unò-dué". In quanto al nostro pensiero (meno oggettivo possibile), semmai qualcuno si trovasse a porsi tale quesito, non abbiamo difficoltà a dire che crediamo parecchio in questo lavoro, forse perché Silvestri ci diverte con le sue geniali trovate tipiche di chi non si accontenta. Ci piacciono tanto il secondo e il quarto brano, ovvero "Il mio nemico" e "Sempre di domenica", oltre alla colorata "Salirò". Questo, però, non è un giudizio critico, ma solo un parere dettatto dai nostri gusti.
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