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 TRACK LIST
1. Pioggia d'aprile
2. L'eccezione
3. Mulini a vento
4. Fiori d'arancio
5. Matilde odiava i gatti
6. Uva acerba
7. Moderato in re minore
8. Masino
9. L'alleanza
10. Venti del nord
11. Eppur si muove
12. Carmen

Carmen Consoli
L'eccezione
recensione di Paola De Simone

la copertina di
L'eccezione "Quando Carmen Consoli si mette a lavorare a un disco lo fa in modo totale". E' vero. Lo ha detto Piero Chiambretti nel presentarla come migliore artista femminile agli ultimi Italian Music Awards Alice e noi sposiamo pienamente questa affermazione. Per otto mesi Carmen si è barricata in una casa ai piedi dell'Etna, con la sua band, pronta a creare, inventare, annoiarsi e giocare con la sua musica. Alla ricerca 'seria' di quella spinta artistica ed emotiva che a volte ha bisogno di alimentarsi con la solitudine e il silenzio, sofferente delle distrazioni e dei rumori mai armonici. Concentrazione dunque, è così che nasce "L'eccezione", è così che noi la percepiamo. Il titolo non è un caso. Eccezione è ciò che conferma la regola, è l'elemento di disturbo, è tutto quello che ha coraggio di andare oltre, di superare la linea di confine, per osare e dimostrare che altro è possibile. E' lei stessa, Carmen, un'eccezione nella musica italiana. Basta ascoltare poche canzoni di quest'ultimo lavoro, per capire che il coraggio di andare oltre gli schemi melodici dettati dalla tradizione musicale non le manca certo; che è capace di osare come un'equilibrista, collocando le parole in bilico su trame musicali che spesso tradiscono tempi differenti, quasi avessero fretta di raccontare. Musicalmente Carmen ha scelto la bossanova ("Pioggia d'Aprile", "L'eccezione") e i ritmi ipnotici ("Matilde odiava i gatti") ed elettronici ("Masino" in dialetto catanese). Meno rock rispetto ai precedenti lavori, dunque, e più riflessione, più autobiografia, più vita vera. Come nella bellissima "Fiori d'arancio", che narra un abbandono sull'altare, o come nelle storie di solitudini a confronto, quella di una donna isterica ("Matilde odiava i gatti", offerta anche in versione inglese come ghost track) e quella di un professore ("Moderato in re minore"); un uomo e una donna, due realtà unite da un unico senso di vuoto e insoddisfazione. Una malinconia che aleggia un po' in tutto l'album, velandolo di lievi atmosfere nostalgiche. In tutto questo, si avverte il rispetto per i testi, decisamente impegnativi, che non cedono quasi mai il passo alla musica, ma che cercano con lei una convivenza 'democratica'. Sono dodici in tutto le canzoni scritte e artisticamente prodotte dalla Consoli, nelle quali prorompe il suo orgoglio siciliano: dalla scelta di cantare in dialetto catanese al racconto dei colori e dei climi della sua terra. Questo lavoro sembra dunque una parte di Carmen, perché lei appare proprio così, come ce la racconta l'intero album: vulcanica, graffiante, innovativa, vera, dolce. Come si percepisce anche da "Carmen", brano musicale di chiusura affidato alla sua chitarra, al clarinetto di Maurizio Nicotra e al mandolino di Massimo Roccaforte. Carmen è così: elegante e nostalgica. Carmen è così: una vera eccezione.

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