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 TRACK LIST
1. Per niente stranca
2. Parole di burro
3. Venere
4. Blunotte
5. Geisha
6. L'ultimo bacio
7. In bianco e nero
8. Confusa e felice
9. Equilibrio precario
10. Bonsai #2
11. Amore di plastica
12. In funzione di
nessuna logica
13. Amado mio
14. Quattordici luglio
15. Contessa miseria

Carmen Consoli
L'anfiteatro e la bambina impertinente
recensione di Paola De Simone

la copertina di
L'anfiteatro e la bambina impertinente Ogni volta che sul lettore scorre una canzone di Carmen Consoli, si fa più forte la consapevolezza di essere davanti a un talento dal trascinante carisma artistico. Con "L'anfiteatro e la bambina impertinente" é ancora una volta così. Frutto di un concerto registrato il 15 luglio 2001 nel Teatro Greco di Taormina, questo cd è solo uno dei prodotti realizzati in occasione dell'evento. Escono infatti in contemporanea anche un DVD e un VHS che ripropongono l'intero concerto. E mentre ascoltiamo le quindici canzoni proposte in questo primo live, si insinua un piccolo dubbio stilistico: che musica fa Carmen Consoli? Dove collocare "Geisha", "Per niente stanca", "Equilibrio precario" e tutto il resto del suo repertorio? La sua musica la si definisce rock. Ma il rock non é quel genere musicale abbastanza aggressivo da affidare spesso e volentieri all'elettricità di alcuni strumenti tutta l'ira, lo scontento e l'emozione vulcanica che l'artista di turno intende condividere? E allora? Inoltre neanche le sanremesi "Amore di plastica", "Confusa e felice" e "In bianco e nero" ci convincono che possa trattarsi anche trasversalmente di genere pop, visto che non basta neanche l'orchestra del Teatro Vittorio Emanuele di Messina, diretta da Paolo Buonvino, a rendere più docile l'esibizione di questa bambina impertinente che un po' ci spaventa. Inquietanti le sue capacità, i suoi silenzi, il suo sottile divismo, la sua voce così particolare, le sue canzoni tanto malleabili da essere modellate da vari stumenti senza mai perdere personalità e capacità d'impatto. E mentre il nastro va sulle note di un'insolita versione di "Amado mio", ci complimentiamo con la cantantessa e ci accorgiamo che il dubbio insinuatosi ci ha in fondo spalancato le porte di una nuova ricerca. E' questa la bellezza della musica non scontata, l'emozione che solo l'originalità artistica di pochi può provocare. Non é importante avere delle risposte, quanto l'avere davanti qualcosa o qualcuno tanto in gamba da fornirci delle domande. Nessun inedito per "L'anfiteatro e la bambina impertinente", ma i nuovi arrangiamenti offrono ben altro di un brano in più.

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